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I disturbi del comportamento alimentare includono anoressia, bulimia e binge eating. Sono caratterizzati da preoccupazioni per il peso e l’immagine corporea. In caso di gravità sono molto pericolosi ed invalidanti.


Disturbo alimentare causato da fattori psicologici e sociali. Pressioni relazionali, perfezionismo e bassa autorstima possono contribuire alla sua insorgenza.

L’anoressia è caratterizzata da un’intensa paura di aumentare di peso e da una percezione distorta del proprio corpo. Le persone che ne soffrono spesso adottano comportamenti estremi per controllare il peso e la forma del corpo, come restrizioni alimentari severe, eccessivo esercizio fisico o, in alcuni casi, pratiche di purgazione.

Tale disturbo può avere conseguenze fisiche tra cui malnutrizione e complicazioni cardiache. È un disturbo complesso che richiede un approccio multidisciplinare per essere trattato efficacemente.

Valutazione

La prima fase nella gestione dell’anoressia è una valutazione completa per comprendere la gravità del disturbo e le sue implicazioni. Un’accurata visita medica è essenziale per valutare le condizioni fisiche e determinare eventuali complicazioni mediche.

Sostegno individuale

Il supporto emotivo di uno psicologo è volto ad aiutare le persone affette da anoressia e la famiglia ad affrontare le difficoltà psicologiche e relazionali associate al disturbo. Aiuta a ridurre l’isolamento, incoraggiando la persona a condividere le proprie emozioni e difficoltà.

Un ambiente di sostegno favorisce l’apertura al trattamento e la motivazione al cambiamento. Inoltre, facilita l’acquisizione di abilità per affrontare le emozioni in modo sano, contribuendo a migliorare la fiducia in sé.

La collaborazione di familiari o amici intimi può fare la differenza, promuovendo un recupero più efficace e duraturo, riducendo la solitudine e il dolore emotivo.

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Sostegno Familiare

Coinvolgere la famiglia è cruciale, in quanto essa può offrire supporto pratico ed emotivo continuo.

Si promuove una comunicazione aperta e senza giudizi all’interno della famiglia per aiutare a creare un ambiente sicuro e di sostegno reciproco. Si offre ascolto e sostegno a tutti i componenti familiari.

Strategie di comportamento alimentare

Implementare piani alimentari può aiutare le persone affette da anoressia a sviluppare abitudini più sane.

Il nutrizionista stabilisce piani alimentari che reintroducano gradualmente una varietà di cibi per aiutare a normalizzare il comportamento alimentare senza sopraffare il paziente, ma contestualmente bisogna risolvere le cause psicologiche o relazionali sottostanti, altrimenti il lavoro è inutile.

Orientamento

Una gestione efficace dell’anoressia richiede la predisposizione di un piano psicologico integrato, una collaborazione con psichiatri o specialisti per gestire le complicazioni mediche e comportamentali correlate.

In caso di gravità, una volta consultato con la famiglia, lo psicologo può suggerire strutture specializzate, ovvero un trattamento intensivo e residenziale.


La Bulimia si manifesta attraverso episodi di abbuffate incontrollate, accompagnate da un’elevata preoccupazione per il perso e l’immagine corporea.

Chi soffre di questo disturbo del comportamento alimentare (DCA) prova senso di colpa, mancanza di controllo e ansia del giudizio rispetto al proprio corpo. Spesso vive un conflitto tra il desiderio di mangiare e la paura di ingrassare, portando a un ciclo di abbuffate e restrizioni. Inoltre, può manifestare bassa autostima, sentimenti di solitudine e difficoltà relazionali.

Valutazione

Una valutazione accurata è essenziale per diagnosticare la bulimia e pianificare interventi adeguati. Il medico e lo psicologo effettuano colloqui per raccogliere informazioni dettagliate sulle abitudini, i comportamenti compensatori e le strategie disadattive.

Orientamento

Una gestione efficace della bulimia richiede la predisposizione di un piano psicologico integrato, collaborando con medici, psichiatri o specialisti, che monitorano costantemente la salute fisica e psicologica del paziente.

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Educazione

Informare il paziente sulla bulimia è fondamentale per promuovere il riconoscimento del problema e la motivazione al cambiamento. Lo psicologo esplora insieme al paziente l’origine delle sue preoccupazioni.

Cambiamento nelle abitudini alimentari

Con il supporto del dietista, modificare le abitudini alimentari è cruciale per il recupero della bulimia. È necessario però risalire alle cause psicologiche del malessere, altrimenti il lavoro è inutile, o addirittura controproducente.

Educazione Familiare

La famiglia gioca un ruolo cruciale nel supporto e nel recupero di una persona con bulimia. Anche nel caso in cui il paziente sia in trattamento presso strutture residenziali, lo psicologo supporta i familiari, promuove un ambiente comprensivo, privo di giudizi, e una comunicazione aperta; incoraggia la partecipazione di tutti nel processo di cambiamento e nelle strategie di gestione della malattia.

Sostegno individuale

Avere un’opportunità per riflettere e parlare delle proprie esperienze può facilitare il processo di recupero e aiutare a delineare una via d’uscita dal problema. L’ascolto aiuta a comprendere le radici della bulimia e a identificare schemi di pensiero disfunzionali. Questo supporto contribuisce a costruire una maggiore autostima e resilienza.

La bulimia è un disturbo complesso che va oltre la semplice questione alimentare. In questo contesto, uno psicologo svolge un ruolo fondamentale nella comprensione e gestione della problematica. 


Disturbo caratterizzato da episodi ricorrenti di assunzione compulsiva di cibo, accompagnata da vergogna, sensi di colpa e mancanza di controllo.

Valutazione

La valutazione è effettuata da professionisti della salute mentale e specialisti in nutrizione. Comporta interviste cliniche, questionari e la raccolta di informazioni sui comportamenti alimentari. È importante considerare aspetti psicologici, medici e sociali per una diagnosi accurata.

Supporto emotivo

Il supporto emotivo è cruciale. Tale intervento può aiutare a gestire le emozioni, sviluppare abilità di coping e modificare le abitudini alimentari. Gruppi di supporto e peer counseling offrono uno spazio sicuro per condividere esperienze e trovare comprensione.

Sostegno familiare

Lo psicologo interviene sempre in ambito familiare. Se ben guidata, la famiglia può offrire comprensione e incoraggiamento. La comunicazione aperta e priva di giudizi aiuta a creare un ambiente sicuro, promuovendo il recupero e la stabilità emotiva.

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Orientamento

Una gestione efficace della bulimia implica la creazione di un piano di piano psicologico integrato, collaborazioni con medici, specialisti e consulenti nutrizionali per offrire strategie per affrontare le difficoltà emotive. È essenziale stabilire obiettivi realistici e monitorare i progressi, mantenendo un approccio flessibile.

Sostegno individuale

Il sostegno individuale implica incontri personalizzati, dove il focus è sulla comprensione delle radici del disturbo. Lavorare con uno psicologo può facilitare la scoperta di schemi di pensiero disfunzionali e sviluppare strategie per gestire l’ansia e l’impulso di abbuffarsi, promuovendo il benessere generale.


Se stai affrontando un disturbo alimentare o conosci qualcuno che ne soffre, ti invito a partecipare ai nostri gruppi di sostegno ad Arezzo, in via Calamandrei 137.

🛑 I gruppi non sostituiscono la psicoterapia, ma anzi la integrano. Per partecipare ai gruppi e necessario che tu stia seguendo autonomamente un percorso terapeutico.

Questi incontri offrono uno spazio sicuro e accogliente dove potrai condividere le tue esperienze e trovare supporto in un ambiente empatico e non giudicante.

🕑 Il giorno e l’orario degli incontri saranno definiti in base alle disponibilità dei partecipanti, così da garantire la massima comodità per tutti.

🔹 Chiama il 351 575 2072 per confermare la tua presenza o per ulteriori informazioni.