Gli Attacchi di Panico
Gli Attacchi di Panico sono episodi improvvisi di intensa paura o disorientamento, accompagnati da tachicardia, pianto e difficoltà a respirare.
Molti fra i sintomi possono includere tremori, sudorazione, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, brividi o vampate di calore e paura di perdere il controllo o sensazione di morire. All’inizo si confondono sempre gli Attacchi di Panico con un problema fisico.
È fondamentale effettuare una valutazione accurata per comprenderne la natura e l’impatto. Una valutazione medica iniziale aiuta a escludere cause fisiche dei sintomi, come problemi cardiaci o respiratori, che potrebbero imitare un attacco di panico.
Dr. Francesco Santini, Psicologo ad Arezzo
Sostegno psicologico nella comprensione e nella gestione delle difficoltà, nella gestione della vita quotidiana e nella risoluzione del problema. Ricevo ad Arezzo in Via Calamandrei, 137.
- Gli Attacchi di Panico
- Come Gestire un ADP
- Differenza fra ADP e Disturbo da ADP
- Consapevolezza ed Educazione Familiare
- Ascolto Psicologico
- Contatti
Come gestire un Attacco di Panico
Se hai mai vissuto un Attacco di Panico (ADP) o conosci qualcuno che lo ha subito, è importante sapere come affrontare tale situazione. Un ADP si manifesta con sintomi spaventosi: battito cardiaco accelerato, difficoltà a respirare, vertigini e una forte paura di impazzire o morire. Questo può accadere improvvisamente, in situazioni complicate come quando ci si trova da soli o in luoghi affollati.
Per gestire un Attacco di Panico, è fondamentale avere una persona di fiducia accanto. La prima cosa da fare è far sedere chi sta vivendo l’episodio e liberarla da eventuali indumenti stretti, come zaini o giacche.
Se la persona ha le mani al collo, bisogna scioglierle. Successivamente, bisogna stabilire un contatto visivo e sincronizzare la respirazione. Inspirando lentamente attraverso il naso ed espirando dalla bocca, si può ripetere: “Respira con me”.
È essenziale evitare frasi come “Calmati!”, poiché chi vive l’ADP può percepire la situazione come ancora più seria o drammatica.
Differenza fra ADP e Disturbo da ADP
È importante distinguere tra un attacco singolo e un Disturbo da Attacchi di Panico. Non tutti gli ADP portano a sviluppare un Disturbo da Attacchi di Panico.
Quest’ultimo si verifica quando episodi ripetuti portano a interpretazioni errate delle esperienze, causando cambiamenti nel comportamento e nell’ansia.
Chi soffre di Disturbo da ADP spesso infatti vive una frattura nella propria vita, dividendo l’esperienza fra il “prima” e il “dopo” l’episodio. La persona potrebbe iniziare a evitare luoghi o situazioni in cui ha avuto un attacco, limitando significativamente la propria vita quotidiana.
Se ti accorgi di essere sopraffatto dalle limitazioni causato dal Disturbo da Attacchi di Panico, è importante non esitare a chiedere aiuto professionale. Rivolgersi a un professionista può rivelarsi fondamentale per affrontare gli stati d’ansia alla base del disturbo e per apprendere strategie efficaci di coping. Ricorda, affrontare un Disturbo da ADP è un passo significativo verso il recupero e la libertà da limitazioni.
Per il Disturbo da Attacchi di Panico è necessario predisporre un piano psicologico integrato.
Consapevolezza ed Educazione Familiare
Comprendere quali sono le cause sottostanti degli ADP può aiutare a ridurre l’ansia anticipatoria e migliorare la gestione.
Lo psicologo analizza le cause, aiuta la persona a identificare i fattori di rischio, come specifiche situazioni familiari, sociali o ambientali, che possono contribuire agli attacchi, promuove una sensazione di normalità e riduce lo stigma, aiuta a disinnesacare i meccanismi di anticipazione ed evitamento.
Per i teenager si coinvolge la famiglia per creare un ambiente di sostegno e comprensione. Si educano i familiari, in modo che possano comprendere meglio ciò che la persona sta vivendo.
Si promuove una comunicazione aperta in famiglia, facilitando il confronto sulle paure e le preoccupazioni senza giudizi o minimizzazioni.
Ascolto Psicologico
L’ascolto psicologico è un elemento fondamentale per favorire l’uscita dagli attacchi di panico, e questo avviene attraverso diversi meccanismi:
- Un ascolto empatico e non giudicante da parte di uno psicologo permette alla persona di sentirsi compresa e di normalizzare la sua esperienza. Sentire che ciò che si prova è comune a molte persone e che non si è “sbagliati” può ridurre immediatamente il senso di isolamento e vergogna.
- Lo psicologo, attraverso un ascolto attento, aiuta la persona a esplorare e comprendere quali siano i fattori che scatenano gli attacchi di panico (situazioni, pensieri, sensazioni fisiche) e cosa li mantenga nel tempo (ad esempio, l’evitamento di situazioni temute, i pensieri catastrofici sulle sensazioni corporee). Questo processo di consapevolezza è il primo passo per affrontare il problema.
- Molti attacchi di panico sono alimentati da interpretazioni catastrofiche delle normali sensazioni corporee (es. “il battito cardiaco accelerato significa che avrò un infarto”, “il respiro affannoso significa che soffocherò”). L’ascolto permette allo psicologo di individuare questi pensieri disfunzionali e, attraverso un dialogo guidato, aiutare la persona a riformularli in modo più realistico e meno minaccioso.
- Uno psicologo esperto può insegnare al paziente tecniche concrete per gestire l’ansia e il panico nel momento in cui si presentano. Questo include:
- Tecniche di respirazione: La respirazione diaframmatica lenta e profonda può aiutare a calmare il sistema nervoso autonomo e ridurre l’iperventilazione, spesso presente durante un attacco di panico.
- Tecniche di rilassamento come la mindfulness.
- Interruzione del ciclo del panico: Comprendere il circolo vizioso tra sensazioni fisiche, pensieri catastrofici e paura della paura, per interromperlo.
- A volte, gli attacchi di panico possono essere sintomo di problematiche sottostanti più complesse, come traumi pregressi, conflitti irrisolti, stress cronico o difficoltà relazionali. Un ascolto approfondito permette di esplorare queste dimensioni e di affrontarle, per una risoluzione più completa e duratura del problema.
- La relazione terapeutica basata sull’ascolto crea un ambiente sicuro e protetto in cui la persona può esprimere liberamente le proprie paure, ansie e vulnerabilità senza timore di essere giudicata. Questa sicurezza è fondamentale per permettere alla persona di abbassare le difese e iniziare il processo di guarigione.
L’ascolto psicologico non è passivo, ma è un ascolto attivo e mirato che facilita la comprensione, la rielaborazione e l’apprendimento di nuove strategie, portando gradualmente la persona a riacquistare il controllo sulla propria vita e a liberarsi dal ciclo invalidante degli attacchi di panico.