Uno psicologo può evitare di proiettare i propri contenuti personali (come sentimenti, esperienze, o conflitti non risolti) nel setting della psicoterapia coltivando una profonda autoconsapevolezza e mantenendo rigide pratiche professionali.
Il fondamento di questa prevenzione è la psicoterapia personale e didattica, che permette al terapeuta di conoscere e riconoscere i propri contenuti inconsci e schemi, impedendo che vengano attribuiti erroneamente al paziente. A questa pratica si affianca la supervisione clinica regolare, dove un supervisore esperto aiuta il terapeuta a identificare i momenti in cui la sua risposta emotiva è contaminata da vissuti personali anziché essere uno strumento diagnostico. Durante le sessioni, il terapeuta deve adottare un costante auto-monitoraggio (self-reflection) e una neutralità tecnica, mantenendo i confini del setting chiari e focalizzandosi sulla realtà psichica del paziente attraverso un atteggiamento di non giudizio e curiosità.
Proiezione e Contro-transfert: La Differenza
Sebbene entrambi i concetti coinvolgano il mondo interno del terapeuta, si distinguono per origine e funzione clinica:
Proiezione (Meccanismo di Difesa)
La proiezione è un meccanismo di difesa primario in cui il terapeuta attribuisce al paziente un proprio sentimento, desiderio o idea che è per lui inaccettabile o irriconoscibile. È un atto inconscio che serve a liberare l’Io dal conflitto interno, ma che distorce la comprensione della realtà del paziente. Se un terapeuta non risolto proietta la propria ansia abbandonica sul paziente, potrebbe interpretare ogni piccolo ritardo come un tentativo del paziente di “abbandonarlo”, impedendo una valutazione obiettiva. In sostanza, è il tentativo del terapeuta di sfuggire al proprio contenuto.
Contro-transfert (Fenomeno Relazionale)
Il contro-transfert, nel suo significato moderno, è l’insieme di tutte le reazioni emotive e inconsce del terapeuta al paziente e al suo transfert. Non è primariamente un meccanismo di difesa, ma un fenomeno relazionale e uno strumento clinico fondamentale.
- Funzione: Il contro-transfert informa il terapeuta su ciò che sta accadendo nel mondo interno del paziente. Ad esempio, se un paziente proietta un atteggiamento svalutante (transfert) e il terapeuta inizia a sentirsi immotivatamente incompetente o annoiato (contro-transfert), questa sensazione (una volta riconosciuta e analizzata) può essere l’esatta rappresentazione interna di come il paziente svaluta sé stesso o gli altri nella vita reale.
In sintesi: La proiezione è un vicolo cieco che ostacola la terapia perché distorce la percezione del paziente. Il contro-transfert, se riconosciuto e analizzato dal terapeuta, è una porta di accesso alla comprensione profonda della dinamica relazionale del paziente. Il lavoro del terapeuta sta proprio nell’evitare la proiezione e nell’utilizzare consapevolmente il contro-transfert.