Io sono me stesso, più le mie circostante. Se non le salvo, non posso salvare me stesso (cit. Minuchin, 1974)
Avere una famiglia disfunzionale significa vivere in un contesto patologico in cui le dinamiche e le relazioni tra i membri sono caratterizzate da bisogni irrisolti e carenza di comunicazioni costruttive.
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Fino al doppio vincolo
In questo tipo di famiglia, i componenti si trovano ad affrontare difficoltà nel comunicare efficacemente, come quando vi è discordanza fra la comunicazione verbale e non verbale. Il conseguente “doppio vincolo”, porta a malintesi, litigi frequenti e a un clima di tensione. I ruoli all’interno della famiglia sono inseriti in un sistema rigido, in cui si è refrattari nell’apprezzare qualsiasi progresso, sviluppo o cambiamento (“non ti riconosco più!”). Nei casi più gravi si può parlare di Famiglie Paradossali, causa di psicosi (M. Selvini Palazzoli, 1975).
Bisogni trigenerazionali insoddisfatti
In un sistema familiare disfunzionale, le persone sono trascurate nei loro bisogni. Problemi come l’abuso di comunicazione o l’opporre silenzio su questioni difficili (tabù) possono rendere la situazione ancora più complessa, creando un’atmosfera di segreti e sospetti.
I bisogni emotivi insoddisfatti – come la protezione – vengono negati o espressi in maniera ansiosa o ambivalente. Le paure, come quella di essere rifiutati, di perdere il controllo o di affrontare conflitti, possono portare o a generalizzati comportamenti di evitamento. In questo modo, ogni membro cerca semplicemente di adeguarsi al suo ruolo per ridurre i conflitti, perpetuando, inconsciamente, retroazioni autoalimentanti.
Omeostasi / Status Quo
Il mantenimento dell’omeostasi in una famiglia svolge una funzione fondamentale (P. Watzalawick, 1967). I familiari possono trovare secondariamente conforto nelle interazioni disfunzionali, poiché sono prevedibili o si pensa che affrontare i problemi possa richiedere troppe energie, ma il problema è nell’omeostasi sistema, nei suoi rituali, piuttosto che neila personalità singola dei suoi componenti.
I comportamenti disfunzionali, come il tagliarsi per esempio, sebbene dolorosi, creano rituali di stabilità rafforzando un patto implicito tra i membri. Dopo che un ragazzo si è tagliato, un genitore può assumere il ruolo di protezione e può sentirsi gratificato in tale posizione, mentre chi si taglia può paradossalmente sentirsi potente e controllante.
Lo status quo (niente cambia) serve a proteggere i membri della famiglia dalle tensioni e dai conflitti, creando una barriera emotiva che impedisce di affrontare questioni più profonde. Tuttavia, questa protezione è illusoria; anziché risolvere i problemi, si accumulano, creando un ciclo autoalimentante complesso e dannoso. Di conseguenza, le famiglie disfunzionali possono rimanere intrappolate in schemi che mettono in scacco tutti i membri, rendendo difficile la trasformazione di tali dinamiche in relazioni più sane e positive.
Bibliografia
- S. Minuchin, Famiglie e Terapia della Famiglia, Astrolabio, 1974
- P. Watzlawick, Pragmatica della Comunicazione Umana, Astrolabio, 1971
- M. Selvini Palazzoli, L. Boscolo, G. Cecchin, G. Prata, Paradosso e controparadosso, Astrolabio, 2003