La retroazione, in cibernetica, si riferisce al processo mediante il quale un organismo modifica il proprio comportamento dopo aver ricevuto informazioni sul sistema, o feedback. Questo principio è fondamentale nello studio dei sistemi dinamici, dove la retroazione può essere positiva – amplificando una risposta del sistema – o negativa – attenuando una risposta del sistema. La risposta del sistema dopo il comportamento costituisce a sua volta un feeback1 per l’organismo. Per un organismo, osservare i feedback del sistema della propria retroazione è motivo di apprendimento superiore all’apprendimento zero.
Nel contesto della psicoterapia, la retroazione si traduce nel modo in cui un terapeuta, attraverso il suo comportamento in risposta a feedback del cliente, può aiutarlo a riconoscere schemi disfunzionali o a riflettere sui propri comportamenti. Ad esempio, una retroazione negativa, il silenzio, mentre quella positiva per rinforzare risultati positivi e progressi.
In terapia familiare, il processo di feedback e retroazione è cruciale per comprendere le dinamiche relazionali all’interno del sistema familiare. Ogni membro della famiglia fornisce segnali sui propri sentimenti e comportamenti, creando un ciclo di interazioni che influenzano il funzionamento del gruppo. Attraverso l’osservazione e l’analisi delle retroazioni, il terapeuta aiuta la famiglia a identificare i modelli disfunzionali e a esplorare nuovi modi di comunicare. Ogni cambiamento apportato da un membro della famiglia genera retroazioni negli altri. Per questo motivo gli psicoterapeuti sistemici raccomandano la terapia familiare se un individuo vive a contatto con i propri familiari – es. convivenza o relazioni simbiotiche. L’integrazione della retroazione nel processo terapeutico è quindi spesso cruciale per promuovere e facilitare cambiamenti significativi nella famiglia2.
1 la natura di una relazione è determinata dalla punteggiatura della sequenza degli eventi comunicativi (cfr P. Watzlavick, Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, 1971)
2 Per approfondire, M. Selvini Palazzoli, Paradosso e Controparadosso, Astrolabio, 2003