Genitori Fragili

La fragilità è una condizione che può toccare non solo i ragazzi, che si trovano ad affrontare situazioni difficili e molto problematiche. Anche genitori spesso si sentono vulnerabili e sopraffatti da momenti di incertezza.

Il buon esempio, comunicare chi si è e cosa si prova, rappresenta un sfida molto difficile e quindi pochi riescono a notare l’elefante sulla cristalleria. Quante volte siamo presi da rabbia e amarezza? E se queste emozioni “passassero” ai nostri figli, più delle parole che diciamo loro? Pensateci. Quanto può essere utile stabilire regole, dare indicazioni, controllare, se i nostri figli ci ascoltano più con il cuore che con la testa?

L’empatia – la capacità di comprendere e condividere i sentimenti – è reciproca. Non dobbiamo solo imparare a svilupparla, per ascoltare i bambini e i ragazzi con maggior attenzione, ma riconoscere che anche loro la stanno praticando e sviluppando mentre interagiscono con noi, ci pensano e soffrono per i nostri tormenti, anche se non capiscono quali sono.

L’ascolto attivo è il loro ascolto attivo. Come restare genitori ed essere onesti e trasparenti? Come evitare di coinvolgerli nei nostri problemi, ovvero restare “colonne” e mostrare le crepe? Forse basterebbe creare la sicurezza che è possibile esplorare discretamente le emozioni degli altri senza esserne spaventati o sminuirle. Esplorare insieme, senza “riversarsi” le emozioni, bensì condividere un cammino.

Se la guida è cruciale ma talvolta troppo faticosa, forse si dovrebbe imparare a manovrare la barca insieme, perché se la barca va, andiamo tutti, se prende acqua, ogniuno deve fare la sua parte, senza arroccarsi nelle proprie posizioni sistemiche – “Io dico, tu obbedisci”, “Io provoco e tu sopporti”. La comprensione aiuta chiunque a leggere le emozioni e le esperienze altrui, rafforzando il legame e offrendo conforto nei momenti più difficili.

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