Pur mantenendo l’ADHD come disturbo del neurosviluppo, è cruciale riconoscere il ruolo fondamentale dell’ambiente e delle interazioni sociali nella manifestazione e nella gestione di questa condizione, per garantire un supporto adeguato ai bambini, ai ragazzi, e alle loro famiglie.
Le relazioni familiari e l’ambiente domestico possono avere un impatto profondo. Le famiglie che comunicano in modo chiaro e forniscono strutture adeguate possono contribuire a un miglior sviluppo delle capacità di attenzione e di autoregolazione del bambino.
L’esposizione a fattori di stress, come situazioni di conflitto, possono influenzare lo sviluppo neurologico e comportamentale del bambino. Un ambiente positivo, al contrario, può favorire la resilienza e lo sviluppo delle competenze sociali e cognitive.
La plasticità cerebrale, che è una caratteristica distintiva degli esseri umani e dei mammiferi, implica che l’esperienza e l’apprendimento plasmano fisicamente le connessioni neuronali. Ciò significa che un bambino con predisposizioni genetiche all’ADHD può manifestare sintomi più o meno gravi a seconda delle esperienze di vita e delle influenze ambientali.
L’interazione del bambino con gli insegnanti e i compagni e la qualità delle esperienze educative possono influenzare l’espressione dei sintomi. Un ambiente scolastico supportivo e strutturato può aiutare un bambino con ADHD a sviluppare abilità di attenzione e autoregolazione.
È importante che la famiglia e la scuola siano considerati attivi co-creatori del contesto di sviluppo del bambino. La responsabilità non deve essere vista in termini di colpa, ma piuttosto come possibilità di intervento e di supporto, per promuovere uno sviluppo sano e una gestione efficace dei sintomi dell’ADHD.
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