La confusione del Cameriere

La vita quotidiana è un palcoscenico in cui recitiamo vari ruoli, dando vita a una continua interazione tra il nostro io sociale e il nostro io privato.

La metafora del cameriere, sviluppata da Erving Goffman nella sua opera “La vita quotidiana come rappresentazione” (Il Mulino, 1959), illustra come indossiamo maschere in contesti pubblici per rispondere alle aspettative sociali.

Questa “maschera” non è necessariamente negativa; in effetti, essa ci permette di navigare le dinamiche sociali con maggiore facilità. Tuttavia, l’equilibrio tra autenticità e ruolo può diventare problematico quando manchiamo di discernimento tra il comportamento appropriato in pubblico e in privato.

Cameriere in Sala!

Alcune persone ritengono una qualità essere autentici in contesti pubblici, mostrando le proprie emozioni senza filtri. Tuttavia, questa apertura eccessiva può portare a confusione, sia per sé stessi che per gli altri.

Un cameriere che si comporta in sala come in cucina, non migliora la qualità del servizio, anzi mette in imbarazzo i clienti! La capacità di interpretare le persone e le situazioni nei contesti sociali, richiamata anche nell’opera di Daniel Goleman (“Lavorare con l’Intelligenza Emotiva”, Bur, 2000), è un’abilità fondamentale.

L’intelligenza emotiva consente di capire come e quando indossare una maschera, evitando di esporre vulnerabilità inappropriatamente in situazioni pubbliche.

Cameriere in Cucina!

Allo stesso modo, ci sono individui che si identificano talmente con il loro ruolo pubblico da faticare a mostrarsi autentici nei contesti privati.

La paura di aprirsi, dovuta spesso a condizionamenti familiari, può portare a mantenere una facciata anche con le persone più strette.

Questo comportamento, simile a quello del cameriere che si comporta in cucina come in sala, non permette di sfruttare l’intimità e la genuinità che le relazioni personali possono offrire.

La Ricerca di Equilibrio

La “confusione del cameriere” si manifesta quando non si comprende la differenza tra sala e cucina, portando al rifiuto da parte di colleghi e clienti.

Trovare un equilibrio tra il nostro io sociale e il nostro io privato è essenziale per una vita relazionale sana. Riconoscere i rischi legati sia all’eccessiva apertura in pubblico sia alla chiusura in privato è un passo cruciale verso una maggiore auto-consapevolezza.

La consapevolezza di queste dinamiche ci permette di navigare il complesso palcoscenico delle nostre vite, favorendo relazioni più autentiche e significative.

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