Zeno Cosini è un uomo d’affari triestino che si sottopone a una terapia psicoanalitica dopo la morte del padre, il quale tra l’altro, lo schiaffeggia un attimo prima di crollare esanime. Il libro è strutturato come un diario, suggerito dal terapeuta, in cui Zeno racconta la sua vita, le sue esperienze e le sue relazioni, cercando di esplorare le motivazioni e i conflitti interiori che lo affliggono.
La narrazione inizia con Zeno che si confronta con il suo vizio del fumo, che diventa una sorta di metafora delle sue debolezze e delle sue difficoltà a prendere decisioni. Attraverso una serie di episodi della sua vita, Zeno riflette sulle sue fragilità e sulla propria identità. Il romanzo è caratterizzato da un tono ironico e autoironico, con Zeno che spesso contraddice sé stesso, evidenziando la sua incapacità di narrare in modo coerente e lineare la sua esperienza.
Vediamo insieme gli aspetti psicologici interessanti del libro.
Autoanalisi e inconscio
La struttura del romanzo è fortemente influenzata dalle teorie freudiane. Zeno esplora il proprio inconscio, affrontando le sue paure, desideri e nevrosi. La riflessione su sé stesso diventa un modo per comprendere e giustificare le proprie azioni, mostrando come i conflitti interiori plasmino il comportamento.
Illusione di controllo
Zeno si confronta con l’illusione di avere controllo sulla propria vita e sulle sue dipendenze. Il suo tentativo di smettere di fumare diventa un simbolo della lotta tra volontà e desiderio, evidenziando il tema della dissonanza tra intenzioni e azioni.
Relazioni interpersonali
Le interazioni di Zeno con le figure chiave della sua vita (il padre, le mogli, gli amici) rivelano le complessità delle relazioni umane. La sua visione egoistica e, al tempo stesso, vulnerabile crea un ritratto di come le aspettative sociali e familiari influenzino l’autopercezione.
Identità e Maschere
Zeno adotta diverse “maschere” a seconda delle situazioni sociali. Questo tema rimanda alla questione dell’identità multipla e della difficoltà di essere autentici in un contesto che pretende diverse facce dell’individuo.
Riflessione sul passato
Il romanzo mette in evidenza la questione della memoria e del modo in cui il passato influisce sulle scelte presenti. Zeno si confronta con i suoi ricordi, spesso confusi e distorti, rivelando la fragilità del ricordo stesso e la sua soggettività.
Conclusione
“La coscienza di Zeno” è sempre stata per me un’opera fantastica. L’ho letto più volte e alcuni passaggi li trovo sempre “divertentemente incompresibili”. Il libro è affascinante e divertente! Svevo, attraverso Zeno, esplora i meccanismi della mente umana con una chiarezza e una profondità che continuano a suscitarmi interesse e riflessione, rendendo il romanzo un classico della mia biblioteca. Da non perdersi il finale.