Negli ultimi anni, la cultura del lavoro in team e della cooperazione è stata enfatizzata in ogni ambito, dal professionale al formativo. Nelle scuole, in particolare, ci si aspetta che gli studenti apprendano il valore del lavoro collaborativo, contribuendo a un ambiente positivo e inclusivo. Tuttavia, una volta entrati nel mondo del lavoro, probabilmente si scontreranno con una realtà ben diversa, che suscita frustrazione e disillusione.
Ho avuto modo di osservare e riflettere su diverse criticità che caratterizzano i luoghi di lavoro. La mia esperienza personale non è isolata: molti condividono un sentimento comune di insoddisfazione. È raro incontrare un gruppo realmente coeso, dove i membri si sentano supportati e pronti a intervenire l’uno per l’altro. Invece, ci troviamo spesso immersi in un clima di competitività e arrivismo, dove il riconoscimento dei meriti è un’eccezione piuttosto che la regola.
Questa dicotomia crea un campo di tensioni emotive, dove ci si sente costretti ad adattarsi a dinamiche di gruppo che premiano l’anzianità e i sottogruppi, a discapito della collaborazione vera e autentica. È doloroso constatare che molti si sentono costretti a sacrificare le proprie competenze e aspirazioni in nome di una falsa cultura della partecipazione. In un contesto del genere, chi si mette in discussione o esprime idee innovative, si trova a fronteggiare il giudizio e le critiche, spesso celate dietro la solidarietà.
Le esperienze raccontate da tanti professionisti evidenziano una realtà ben lontana dall’ideale di una comunità unita. Le interazioni sono spesso infiltrate da una sorta di collusione, dove il conformismo regna sovrano e le critiche costruttive sono una rarità. Proprio in un periodo in cui il teamwork è esaltato, ci si ritrova a dover lottare incessantemente solo per il proprio posto, per “buttare la pasta”.
L’ambiente lavorativo dovrebbe essere un porto sicuro, una rete di sostegno e collaborazione. Purtroppo, per molti, rappresenta una battaglia quotidiana, lontana da quella visione di cooperazione che ci viene proposta dalla teoria.
Per costruire un vero spirito di collaborazione, è necessario affrontare queste criticità con onestà e impegno, anche a scuola. Solo così potremo sperare che le future generazioni realizzino l’ideale di un ambiente in cui tutti possano prosperare, contribuendo al benessere collettivo.