L’obbligo di referto per uno Psicologo

La refertazione rappresenta per lo psicologo un obbligo legale, la cui omissione può configurarsi come un reato contro l’amministrazione della giustizia. Tuttavia, è fondamentale che la compromissione del segreto professionale sia giustificata dalla necessità di tutelare un diritto superiore, come nel caso di un grave reato o del consenso esplicito del cliente.

La riservatezza è la norma, e qualsiasi deviazione da essa deve essere considerata un’eccezione. Le possibili deroghe al segreto professionale includono: il consenso del cliente (ad esempio, quando è lui a richiedere esplicitamente un referto), l’adempimento di un dovere (come nel caso di un ordine di un magistrato) e lo stato di necessità, in cui la redazione di un referto potrebbe prevenire un danno più grave rispetto alla violazione della riservatezza.

Consenso del Cliente

Un esempio pratico è rappresentato da una vittima di violenza che, dopo aver presentato una denuncia ai carabinieri, informa il proprio psicologo della situazione. In questo caso, lo psicologo è tenuto a redigere il referto, ma prima deve richiedere alla vittima di firmare una liberatoria che lo liberi dal segreto professionale. Un’altra situazione potrebbe verificarsi quando si fornisce consulenza a una coppia che decide di separarsi e chiede il referto: in questo caso, è necessario redigere due referti identici, uno per ciascuna persona.

Adempimento di un Dovere

Non si configura reato se il referto viene richiesto in seguito a un ordine legittimo di un Magistrato, che rappresenta un’autorità superiore. Ad esempio, la richiesta di un referto può essere legittima dopo il suicidio di un cliente, o a seguito di un omicidio, una violenza o un abuso. Al contrario, se la richiesta proviene da un ente della Pubblica Amministrazione, come una scuola, quest’ultima non possiede il potere coercitivo di interferire nella vita privata di un individuo senza il suo consenso (o senza il consenso dei genitori nel caso di un minorenne); pertanto, in tal caso, non vi è l’obbligo di redigere alcun referto.

Stato di Necessità

Lo stato di necessità si concreta quando esiste un pericolo attuale di danno grave. In tali circostanze, lo psicologo può sentirsi moralmente obbligato a denuncia e quindi redigere un referto al fine di salvaguardare qualcuno da un pericolo imminente. Ad esempio, se un cliente confessa l’intenzione di commettere un crimine, non siamo tenuti a denunciarlo, ma potremmo farlo. Dobbiamo essere consapevoli che questa azione “di forza” deve essere motivata dalla necessità di prevenire un danno maggiore rispetto a quello che deriverebbe dal mantenimento del segreto (approfondisci qui).

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