Alloplastica e Autoplastica

L’adattamento all’ambiente può essere raggiunto mediante la modificazione del proprio io (Autoplastica) o del mondo esterno (Alloplastica).

Alloplastica è qualsiasi azione che compiamo come l’esprimere un opinione, un dissenso, andarcene o gridare. Tale azione può essere quindi verbale ma anche non verbale. Nei gatti, per esempio, è il soffiare. L’aggressore può fuggire, si scatenerà la lotta; qualche cambiamento nell’ambiente ci dovrà essere. Il soffiare dei gatti è pertanto Alloplastico. Dal greco: plasmare il diverso.

L’Autoplastica è invece un metodo di adattamento, in cui l’individuo fa presa su sè stesso, per cui si modifica per adattarsi. Il desiderio si incarna in stati corporei, comportamentali ed identificatori. Ferenczi chiama l’adattamento Autoplastico “arco riflesso psichico”. Dal greco: plasmare sé stessi.

Autoplastica è la tendenza a modificare noi stessi come alternativa al fallimento nel modificare il mondo esterno. Un esempio è la manifestazione di un disturbo alimentare di una ragazza come adattamento ad un sistema familiare disfunzionale; oppure la perdita di interesse sessuale dove la relazione di coppia è scarsamente stimolante o addirittura conflittuale.

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